Da
vedere in Maremma : Manciano, Montemerano, Saturnia, Pitigliano, Capalbio e l'Argentario....
Argentario
Il
Monte Argentario è un promontorio
che si protende nel Mar Tirreno in corrispondenza delle due isole più meridionali
dell'Arcipelago Toscano; l'Isola
del Giglio e l'Isola
di Giannutri.
Anche l'Argentario nasce come isola, ma nel corso dei
secoli l'azione congiunta delle correnti marine e del fiume Albegna ha creato
due tomboli, il Tombolo di Giannella ed il Tombolo della Feniglia,
che hanno unito l'isola alla terra ferma, formando nel contempo la Laguna
di Orbetello.
Il Monte Argentario
raggiunge il punto più alto in corrispondenza di Punta Telegrafo
(635 m.) ed è caratterizzato da un territorio completamente montuoso, addolcito
unicamente dall'opera dell'uomo che ha creato nel tempo delle terrazze dove si
coltiva prevalentemente la vigna.
La costa, molto frastagliata, offre cale
e calette, prevalentemenete sassose, di notevole bellezza dal punto di vista naturalistico.
In questo contesto si inseriscono i due paesi, entrambi a vocazione marinara,
che formano il comune di Monte Argentario; rivolto a settentrione si
trova Porto Santo Stefano, dove
è posto il municipio, mentre Porto
Ercole, più piccolo, è rivolto a meridione.
Scoprire
la Maremma è
un'esperienza che ogni volta si rinnova, sentire i profumi del mare e della terra
tutto l'anno: la Maremma
li sa offrire grazie anche ai spettacolari itinerari per il trekking o mountain
bike che portano ad affacciarsi su entusiasmanti terrazze naturali o a indimenticabili
passeggiate a cavallo. Allontanandosi di poche miglia dalla costa si possono raggiungere
velocemente borghi ricchi di storia, spesso eredità delle antiche civiltà
etrusca e romana, o gioielli dell'architettura medievale.
La Maremma
si scopre anche attraverso la ricchezza dei sapori che sa offrire e legati sapientemente
al mare e all'entroterra da una vecchia saggezza culinaria che si accompagna con
le fragranze mediterranee dell'olio e con i rinomati vini DOC, per non parlare
poi dei formaggi e dei salumi.
Forniamo qui di seguito una
piccola guida ai paesi della Maremma:
Pitigliano
è stata anticamente una rocca, di probabile origine Etrusca, ma forse la
sua storia è ancora più antica;la presenza Etrusca è attestata,
oltre dal fatto che siamo nel cuore dell'Etruria, dalle restanti sezioni di mura
della parte nord-ovest (antica via di Sovana), dalle "vie cave": testimonianza
di un'epoca megalitica probabilmente antecedente la presenza etrusca ma comunque
circondate da necropoli, le quali, tra l'altro, sono presenti in tutta la zona,
rinvenute piene di corredi funerari, monili e altri doni votivi di scuola attica,
ma anche di stile corinzio. numerose le altre testimonianze (fontane, templi,
resti di acropoli..) per quanto riguarda la successiva storia romana, iniziamo
dal nome: si dice che derivi dalla gens Petilia, ma la leggenda narra di due romani
(Petilio e Cigliano) i quali, dopo aver trafugato la corona d'oro della statua
di giove statore in campidoglio, fuggirono verso l'etruria e qui si rifugiarono
fondando la città. successivamente la città resto romana sino all'avvento
dei longobardi che la occuparono con tutta la Toscana. Con Sorano
e Sovana, sotto la famiglia
degli Aldobrandeschi, costituiva un triangolo fortificato. Passata poi agli Orsini,
conobbe un periodo di splendore, testimoniato dal bel palazzo Orsini, dotato di
un grandioso portale.
Partendo dal XIV sec. furono numerose le famiglie
ebraiche che, fuggite da Roma, trovarono asilo a Pitigliano,
dove si venne formando una comunità ebraica. Il fascino delle vie piccole
e strette dell'antico ghetto ebraico culmina nel piccolo gioiello della sinagoga,
restaurata nel 1995 dopo anni di abbandono. Ma anche tutto il resto dell'antica
città fu restaurata a partire dagli anni '80, poiché in seguito
all'abbandono del dopoguerra, si stava lentamente sgretolando e stava per essere
lasciata al suo destino, perché giudicata pericolante. solo la lungimiranza
di alcuni amministratori e delle poche famiglie rimaste ne sollecitarono il restauro,
restituendo la bella cittadina del tufo all'ammirazione delle migliaia di turisti
che ogni anno vi si recano per visitarne le bellezze non solo storiche, ma anche
naturalistiche.
Ai giorni d'oggi Pitigliano è
uno dei borghi più ammirati e conosciuti della bassa maremma, famoso nel
mondo per la sua bellezza architettonica e per l'importanza storica, le sue Terme
di Pitigliano andranno a integrarsi con quelle di Saturnia, offrendo una ottima
soluzione per la tua vacanza
in Maremma...
Manciano
Arroccato in cima ad un colle e difeso da una solida cinta muraria
sorge Manciano. La Rocca
di origine Aldobrandesca domina il vecchio borgo e permette di vedere il susseguirsi
di colli e pianori fino al mare tanto da far attribuire a Manciano l'appellativo
di spia della Maremma.
Da qui e' possibile ammirare uno dei paesaggi più seggestivi della maremma,
dalla costa di Grosseto,
che scende dolce e sinuosa fino al promontorio dell'Argentario.
Lì dietro nitida e perfetta l'isola
del Giglio, più giù la laguna di Orbetello.
E poi l'Amiata e le montagne
che lo circondano spaziando con lo sguardo fino al lago di Bolsena.
Il
comune di Manciano è geloso custode di Saturnia
che con le sue famosissime Terme di
Saturnia e una delle mete turistiche pù famose della Toscana.
Saturnia
e le Terme di Saturnia
Le Terme
di Saturnia sono situate nel cuore della Maremma,
vicino ai borghi di Manciano,
Pitigliano
e Montemerano...
La
sorgente termale ha una portata di oltre settecento litri al secondo ed una temperatura,
costante in tutte le stagioni, di circa trentasette gradi centigradi. Famose e
sfruttate sin da tempi antichi, testimonianzae etrusche ne attestano l'utilizzo,
in seguito continuato anche dai romani, che vi realizzarono edifici e costruzioni
per sfruttare le proprietà terapeutiche dell'acqua termale.
Al giorno d'oggi le Terme
di Saturnia hanno una fama mondiale, il primo stabilimento ebbe luce
grazie all'opera di bonifica del dottor Ciacci nel nella seconda metà del
1800, ad inizio del secolo scorso venne edificato l'albergo, attualmente sede
dell'Hotel Terme di Saturnia, e furono effettuati studi scientifici che attestarono
le proprietà curative delle acque termali.
L'acqua termale
ha molteplici proprietà benefiche, tanto che già gli etruschi la
definivano "miracolosa" , grazie giusto mix di due gas disciolti
quali l'idrogeno solforato e l'anidride carbonica. Sono scientificamente dimostrate
le azioni benefiche sull'apparato respiratorio e muscolo scheletrico e la pelle..
Lo stabilimento termale di Saturnia
è immerso in un parco composto da pini marittimi secolari, grazie ad una
equipe specializzata è in grado di seguire con cura ed attenzione la clientela,
assicurando un trattamento benessere senza eguali nel panorama nazionale...
Per chi vuole godere delle proprietà miracolose dell'acqua termale
senza accedere allo stabilimento termale può fare un bagno alle Cascate
del Mulino, situate lungo il ruscello che esce dallo stabilimento e di libero
accesso a tutte le ore del giorno. Il fiumiciattolo d'acqua che da luogo alle
cascate è denominato dalla popolazione del luogo "Il Gorello",
rievoca un fascino misterioso ed una atmosfera sensazionale.... soprattutto la
notte, con i fumi dell'acqua termale e il bagliore della luna creano un'aria mistica
e suscitano sensazioni che vale la pena esplorare..
Pitigliano
Arrivando
a Pitigliano dal mare,
salendo la Strada Statale 74 "Maremmana", si ha subito l'immagine inconsueta
di un paese con case che sporgono da un grande sperone di tufo, assolutamente
a strapiombo.
La rupe di Pitigliano è circondata da tre lati da burroni
che sono pieni di grotte scavate nel tufo.
Capalbio
Sicuramente
uno dei paesi più famosi e conosciuti della Marema,
un tempo patria di briganti e di cinghiali, da qui la vista abbraccia la Maremma
intera e scendendo alla pianura, oltre le profumate pinete, si scorge d’improvviso
il mare scintillante. La cittadina, ai confini sud della Toscana, si erge sopra
un colle boscoso e rigoglioso della tipica macchia maremmana. Anticamente fu castello
delle Tre Fontane di Roma (VIII sec.) e nel periodo medioevale fu di proprietà
della famiglia degli Aldobrandeschi; passò, poi, ai Conti Orsini e nel
1416 fu annessa alla Repubblica Senese. Successivamente il territorio fu assegnato
a Cosimo dei Medici e iniziò una lenta e inesorabile decadenza demografica
ed economica. Il passaggio successivo ai Lorena segnò il paese per la perdita
dell’autonomia e per la grande disgregazione sociale che ne conseguì.
Questa situazione dette vita alla piaga del banditismo che terrorizzò la
Maremma per moltissimi anni. La tradizione narra, infatti, che a Capalbio
abbia trascorso la maggior parte della sua latitanza Tiburzi, il più famoso
brigante maremmano, le cui imprese divennero così leggendarie da essere
a tutt’oggi ricordate. Sicuramente da visitare è il giardino dei
tarocchi, l’opera somma dell’artista francese Niki de Saint Phalle,
che ha realizzato all’interno del parco sculture in cemento e poliestere,
rivestite con splendidi mosaici di ceramica, vetri e specchi. Arte contemporanea
come cerniera tra ambiente naturale e spazio sociale, territorio inteso come giardino
e paesaggio. Ai giorni d'oggi Capalbio
è meta di turisti che ne apprezzano la bellezza ed il fascino selvaggio.
Porto
Santo Stefano
Porto Santo Stefano è un suggestivo
borgo marinaro sulla costa orientale dell'Argentario ed attrezzato porto turistico,
Porto Santo Stefano si affaccia su una baia dominata dalle possenti moli delle
fortezze spagnole. Nella vicina Cala Galera fanno scalo ogni estate moltissime
imbarcazioni da diporto attratte dalle funzionali strutture e dai servizi offerti
da questo esclusivo approdo.